Rassegna stampa tra i capolavori di Stella e Leclerc

Che si scrive sui quotidiani italiani tra il Gp d’Olanda e quello d’Italia… ecco una mini rassegna grazie a www.loslalom.it

 Jacopo D’Orsi, La StampaCome un ospite sgradito che gira in accappatoio tra salotto e cucina, magari pure fumando, s’è anche concesso di sbagliare l’ennesima partenza – siamo a sei volte su sei, Sprint comprese, che la pole non gli basta per concludere in testa il primo giro – prima di passeggiare indisturbato davanti al pubblico olandese

Daniele Sparisci, Corriere della seraÈ il capolavoro di Andrea Stella, un leader molto più incisivo di quanto appaia da fuori. Passo dopo passo, aggiornamento tecnico su aggiornamento, ha costruito la scalata al Mondiale, con lo stesso metodo con il quale ha percorso tutti i gradini della piramide di Woking, lui che era arrivato da ingegnere di pista, seguendo Alonso nella diaspora da Maranello

 Mauro Coppini, Corriere dello sport-stadio: Gli oltre venti secondi di distanza rifilati da Norris a Verstappen sono difficili da capire. Movimenti imprevisti e imprevedibili, caratteristici di evoluzioni tecniche sempre più complesse alle quali si affianca la necessità di mantenere in vita quei contenuti spettacolari dai quali dipendono gli introiti di Liberty Media.  

 Leo Turrini, Resto del Carlino: Quasi mai, in questi lunghi anni di malinconico digiuno, quasi mai, dicevo, il problema Rosso è stata l’identità di chi si cala nell’abitacolo! A Maranello sono passati Alonso, Vettel, il Raikkonen bis, adesso ci sono Carletto e Carlitos. Ed è in arrivo un certo Lewis Hamilton… Ciò che nel tempo è mancato è stato il valore assoluto della macchina. Sulla giostra sono saliti e dalla giostra sono scesi fior di ingegneri e di manager: con esiti raramente all’altezza di chi la guida, la vettura. Questa è la lezione ennesima venuta dall’Olanda

Luigi Perna, la Gazzetta dello sport:È un passaggio storico cruciale anche per la Ferrari, che non può farsi trovare impreparata, se vuole dare a Hamilton e a Leclerc una rossa vincente. L’organizzazione della squadra cambierà, con l’arrivo a ottobre del francese Loic Serra dalla Mercedes nel ruolo di direttore tecnico, dopo il passaggio di Enrico Cardile all’Aston Martin. Lo sviluppo aerodinamico dovrebbe restare responsabilità di Diego Tondi. Con il sette volte iridato Hamilton dovrebbe esserci Riccardo Adami. ora ingegnere di pista di Sainz, che ha già lavorato per anni con Sebastian Vettel. Ma il quadro completo lo darà Vasseur dopo il GP d’Italia, annunciando la nuova formazione della Ferrari. Da Monza per la rossa comincia un altro campionato.

Umberto Zapelloni, Il Giornale: Il regno di Max è finito proprio a casa sua. In Formula 1 è cominciato il periodo papaya. Un’altra tonalità dell’arancione, che però in Olanda fa tutta la differenza del mondo. Il golpe adesso è completo. Non una semplice vittoria. Una dimostrazione di forza impressionante, figlia del pacchetto di evoluzioni portato, e poi dell’interpretazione della gara di Lando che ha fatto una grande differenza anche sul suo compagno di squadra, arrivato ai piedi dal podio. La prestazione di Piastri è stata l’altra faccia della luna McLaren perchè con una macchina che rifila oltre 20” alla concorrenza, Oscar avrebbe dovuto arrivare sul podio recuperando su Leclerc che aveva gomme decisamente più vecchie.

Daniele Sparisci, Corriere della sera: Meglio non parlare di miracoli, ma soprattutto meglio non crederci in uno sport basato su calcoli da navicelle spaziali. Charles Leclerc lo ripete con quella faccia un po’ così di chi ha conquistato il podio più inatteso, forse uno dei più belli, «di sicuro uno dei più sorprendenti». Per la grinta, per la lucidità, per la capacità di tenersi dietro Piastri che guidava la stessa macchina del vincitore — Norris— e aveva gomme più fresche di nove giri.

 Alessandra Retico, la Repubblica: La stagione cambia. E anche i piloti: Kimi Antonelli da Bologna, 18 anni ieri (auguri), guiderà la Freccia nelle prime libere a Monza. Un italiano su una F1 in Italia, preludio dell’anno che verrà?

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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